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#rispetto, il "motto" di quest'anno del quarto congresso nazionale sulla gestione del trauma di interesse chirurgico

Obiettivo Trauma

#rispetto, il "motto" di quest'anno del quarto congresso nazionale sulla gestione del trauma di interesse chirurgico

Aggressioni operatori sanitari, Amsi: numeri in crescita nei primi mesi del 2025

Sonia Giugno

03 Aprile 2025 10:43

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La parola hashtag è ormai di pubblico dominio sdoganata da politici, cantanti e personaggi famosi che nei loro social lanciano spesso hashtag di successo, oggi vogliamo usarla anche in medicina. Ma prima di spiegare il perchè soffermiamoci su cosa sia l'hashtag.
Cos'è un hashtag, a cosa serve e, soprattutto, come usarlo? Tutti noi, chi più e chi meno, utilizziamo i social network per comunicare in rete, l' hashtag nasce proprio dall'esigenza di creare specifiche etichette in grado di esprimere un'idea, un modo di dire.
Il termine hashtag nasce dall' unione di due diverse parole: Hash, che significa cancelletto e Tag, che in italiano si traduce con ‘etichetta‘ ed è una parola chiave associata a qualcosa. L'hashtag compare inizialmente su Twitter, nel 2007,  e poi si è diffuso sugli altri social; la sua principale utilità è migliorare la ricerca. Come utilizzare gli hashtag in modo corretto? Non esiste un obbligo particolare di utilizzo, in una stessa frase possiamo inserire più hashtag, senza comunque abusarne.

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Adesso andiamo a noi e al perchè della scelta. Troppo e troppe volte abbiamo sentito i media parlare di aggressioni, verbali e fisiche, al personale sanitario, sia essi medici, infermieri, operatori del 118, oss e tutti coloro che ruotano attorno al panorama sanitario/ospedaliero. Categorie alle quali, in virtù della loro funzione assistenziale, dovrebbe invece essere garantito il libero svolgimento delle funzioni nella massima sicurezza. Le aggressioni verso il personale medico e infermieristico sono, ormai, all'ordine del giorno. A Napoli lo scorso gennaio, fu richiesto dai medici  l'intervento dell'esercito. In Veneto si contano duemila medici aggrediti ogni anno.  Probabilmente molti ignorano che aggredire o minacciare un medico (anche solo verbalmente) oltre ad essere una condotta non commentabile è una vero e proprio reato (ex art. 336 rubricato come "violenza e minaccia a pubblico ufficiale"). Il Governo e Parlamento si sono più volte mobilitati nel proporre il pugno di ferro contro chi aggredisce il personale medico, prevedendo l'inasprimento delle pene contenute nel Codice penale e per dire stop allo status attuale delle cose il Cdm ha approvato un decreto legge contenente le misure per contrastare la violenza contro gli operatori sanitari. Previsto l'arresto fino a 5 anni e multe fino a 10mila euro per chi danneggia beni negli ospedali. Si tratta del decreto legge n.137 del 1° ottobre 2024 "Misure urgenti per contrastare i fenomeni di violenza nei confronti dei professionisti sanitari, socio-sanitari, ausiliari e di assistenza e cura nell'esercizio delle loro funzioni nonché di danneggiamento dei beni destinati all'assistenza sanitaria". Decreto in vigore dallo scorso 2 ottobre. 

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Secondo i dati forniti da Assomed circa il 65% dei medici ha dichiarato di aver subito aggressioni fisiche o verbali, mentre per i medici del pronto soccorso la percentuale sale all'80%. I soggetti maggiormente a rischio sono le dottoresse, che rappresentano il 56% delle aggressioni totali. Si calcola che solamente nel 2019 gli episodi di violenza e minaccia nei confronti del personale medico abbiano raggiunto quota 3.000. A questi vanno aggiunti anche i casi che riguardano infermieri e operatori socio sanitari. Andando più vicino nel tempo, nel 2024 si erano registrate 25.940 aggressioni, con un incremento del 33% rispetto all'anno precedente, mentre nei primi 3 mesi del 2025 si registra un incremento del 37% delle aggressioni per una media mensile di 2.161 episodi di violenza e un totale di 6.483 aggressioni fisiche e verbali tra l'1 gennaio e il 31 marzo 2025.  Sono i dati raccolti da Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) - Umem (Unione medica euromediterranea) - Movimento Uniti per unire. 

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Anche 'Obiettivo trauma', attraverso il IV congresso nazionale sulla gestione del trauma di interesse chirurgico, presieduto da Giovanni Di Lorenzo (dirigente medico di Chirurgia generale e direttore Unità operative dipartimentale a valenza aziendale 'Coordinamento sale operatorie' del presidio ospedaliero S. Elia-Asp2 Caltanissetta) con presidente onorario Giovanni Ciaccio (direttore dell'Unità operativa complessa Chirurgia generale del presidio ospedaliero S. Elia-Asp2 Caltanissetta),  vuole dire la sua con l'hashtag #rispetto. 
Rispetto per la persona, rispetto per il professionista, rispetto per un lavoro delicato e di responsabilità, rispetto per il camice che si indossa per andare al lavoro per salvare vire umane, rispetto per il prossimo, rispetto per la dignità altrui... RISPETTO!!! 
Questo è, e sarà, il motto che oggi battezziamo e che ci accompagnerà nella comunicazione del quarto congresso nazionale sul trauma di interesse chirurgico che si terrà i prossimi 9 e 10 giugno a Caltanissetta, al Cefpas, e in tutti gli appuntamenti a venire.

Dallo staff di 'Obiettivo trauma' Stop alla violenza e #rispetto. 

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