Sanità Italia
L'ASL di Nuoro inizia il percorso per ottenere la certificazione come luogo di lavoro "family friendly" sempre più attrattivo
"Se i dipendenti stanno bene, lavorano bene con una ricaduta positiva"

Family Audit significa benessere per i propri dipendenti. Se i dipendenti stanno bene, lavorano bene con una ricaduta positiva. Il percorso di certificazione di qualità dei processi organizzativi, intrapreso per la prima volta da un'azienda socio-sanitaria locale della Sardegna, viene attribuito alle aziende che tutelano la dimensione familiare e personale dei dipendenti, che curano il benessere dei lavoratori, migliorano il clima organizzativo e di conseguenza hanno una forte ricaduta sulla qualità dell'offerta per gli utenti.
L'innovativo strumento è stato presentato questa mattina dalla direzione strategica aziendale dell'ASL 3 - il direttore generale Paolo Cannas, il direttore amministrativo Francesco Pittalis, il direttore sanitario Serafino Ponti - il consulente aziendale per il Family Audit, Gonario Marteddu, il direttore del servizio comunicazione e relazioni istituzionali dell'ASL, Luca Deiana. Al tavolo erano presenti i dipendenti e professionisti che in questi mesi hanno lavorato agli incontri di audit-progettazione-valutazione, e che hanno portato all'elaborazione del piano aziendale illustrato oggi.
Banca delle ore, orario flessibile, palestra aziendale, nido, o anche cose apparentemente banali come la possibilità di pagare bollette o ricevere posta e corrieri in azienda. «Si tratta - afferma con soddisfazione il Direttore Generale ASL 3 Paolo Cannas - di iniziative a costo zero, o che costano pochissimo, ma che danno l'idea di un'azienda che va incontro al benessere lavorativo dei propri dipendenti. Senza contare che un'azienda che crea un ambiente lavorativo favorevole e sereno per i propri dipendenti diventa più attrattiva per i professionisti che magari prima erano condizionati da "pregiudizi" e che oggi decidono di costruire la loro carriera (o una parte) nelle strutture dell'ASL di Nuoro».
«Gli obiettivi principali del piano aziendale - aggiunge Francesco Pittalis, direttore amministrativo ASL 3 - includono: conciliazione tra vita familiare e benessere organizzativo, al fine di ridurre il conflitto tra vita lavorativa e familiare, implementando misure come orari differenziati per esigenze familiari o personali. Ma anche la riduzione delle azioni legali, così da diminuire il numero di contenziosi legali tra dipendenti e azienda, migliorando il clima lavorativo e la comunicazione. Altro obiettivo è la riduzione del divario di genere all'interno dell'azienda. Infine mi piace sottolineare il fatto che si contribuisca a creare una rete territoriale, per sviluppare collaborazioni con altri enti e organizzazioni e migliorare il supporto ai dipendenti e alla comunità».
«La particolarità del Family Audit - afferma il consulente Gonario Marteddu - è che il piano non è semplicemente uno standard applicato all'azienda, ma piuttosto un processo di costruzione collettiva in cui tutte le funzioni aziendali sono coinvolte. Nessuno è escluso, poiché ogni individuo ha esigenze particolari che devono essere considerate. L'obiettivo finale di questo approccio partecipativo è il benessere dei lavoratori, che si traduce in maggiore efficienza lavorativa e in efficacia delle azioni intraprese. Inoltre il piano è stato costruito attraverso una serie di incontri con un gruppo di lavoro interno, il che dimostra un impegno a rispondere alle esigenze di tutti i lavoratori e a conciliare queste esigenze con le opportunità dell'organizzazione».
Il processo di certificazione Family Audit, iniziato oggi dall'ASL 3 di Nuoro, ha una durata di tre anni e sei mesi e passa attraverso il coinvolgimento attivo del personale e un'indagine interna dei fabbisogni dei dipendenti. La conferma del certificato rilasciato ha cadenza annuale e richiede da parte dell'organizzazione l'aggiornamento del piano aziendale e del modello di rilevazione dati, nonché la visita di valutazione.