Sanità Italia

Tumore della mammella, un sistema non invasivo per il linfonodo sentinella: arriva il brevetto

Il brevetto è frutto del lavoro del Laboratorio di biostatistica e bioinformatica dell'Istituto Tumori "Giovanni Paolo II" di Bari

Redazione Quotidiano Benessere

La Direzione generale per la Proprietà Industriale - Ufficio italiano brevetti e marchi (UIBM) ha concesso il brevetto per il Sistema e metodo per classificare lo stato metastatico di un linfonodo sentinella. Questo innovativo sistema utilizza intelligenza artificiale per analizzare i dati clinici e le immagini ecografiche delle pazienti, permettendo di predire lo stato del linfonodo sentinella senza bisogno di asportarlo e fare biopsia.

Il brevetto è frutto del lavoro del Laboratorio di biostatistica e bioinformatica dell’Istituto Tumori ‘Giovanni Paolo II" di Bari, a cui appartengono le inventrici Raffaella Massafra, vicedirettrice scientifica nonché responsabile del laboratorio, e le ricercatrici Samantha Bove, Maria Colomba Comes e Annarita Fanizzi.
 “Siamo estremamente orgogliosi – afferma il Direttore generale dell’oncologico barese Alessandro Delle Donne – di questo importante traguardo. Questo brevetto rappresenta un ulteriore passo avanti nell’applicazione dell’intelligenza artificiale nella medicina oncologica, un settore dove stiamo facendo grandi progressi. Si tratta del secondo brevetto che otteniamo in questo biennio, confermando il nostro impegno nella ricerca e nell’innovazione. La nostra missione è quella di migliorare costantemente le cure e la qualità della vita dei pazienti, e questi risultati dimostrano che siamo sulla strada giusta".

Oggi una elevata percentuale delle donne affette da cancro al seno sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. Tuttavia, la percentuale di guarigione diminuisce in caso di metastasi ai linfonodi ascellari. Per questo motivo, diventa cruciale una diagnosi tempestiva e precisa dello stato linfonodale, in particolare della valutazione del linfonodo sentinella mediante biopsia. Questa procedura, purtroppo, è spesso onerosa e invasiva, rivelandosi realmente  utile  solo nel 15% dei casi. Ecco perché è fondamentale trovare un metodo alternativo che consenta di analizzare il linfonodo senza la necessità di asportarlo, sfruttando i dati clinici e le immagini ecografiche acquisite durante la fase di diagnosi.
Per testare strategie diagnostiche alternative e meno invasive rispetto a quelle tradizionali, le ricercatrici hanno analizzato i dati relativi a pazienti negative all’esame clinico e radiologico per la possibile presenza di metastasi linfonodali ascellari, ottenendo risultati molto promettenti ed accurati. Si tratta dell’unico modello radiomico progettato per pazienti con carcinoma mammario clinicamente negativo, in grado di identificare correttamente la presenza di linfonodi sentinella metastatici. Dunque, un metodo promettente ed economico che potrebbe sostituire la procedura classica senza compromettere la cura della paziente.

Il sistema brevettato utilizza sofisticati algo...

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